Ore 8.20... diluvio.
Un marzo come pochi, una giornata come poche, un lunedì mattina come tanti altri: la voglia di andare in ufficio è pari a zero (se non altro perchè sconfinare nell'asse negativo in questo caso non ha molto senso...).
Uscire, prendere la macchina, farsi largo tra gli scrosci stando attenti a schivare gli allagamenti stradali... sarebbe meglio ascoltare i deboli richiami che ci lancia il cuscino dal piano superiore, fiondarsi di sopra ed abbracciarlo di forza come si farebbe con la più passionevole delle amanti, lasciarsi trascinare in un sonno profondo cullato dalle migliaia di gocce che picchiettano sulle tegole al di là del soffitto....
E invece no. Ci tocca...
La radio ci restituisce la voce gracchiante (eh vabbè, non ho un gran impianto in macchina...) dello speaker che commenta in chiave ironica i titoli dei giornali... politica (i partiti che non si mettono d'accordo, Berlusconi che non è ancora finito in gabbia, le macchie dei giaguari...), vaticano (ma quanto è fico il nuovo Papa...), sport... calcio, calcio, calcio... calcio...
Ciclismo. No, per quanto sia stata una gran gara, il Trofeo di Primavera è passato inosservato sia alla Gazzetta che a Tuttosport. Non così per la Milano - Sanremo vinta dal tedesco Ciolek (chiiii?!?), che ha avuto la meglio su tutti gli altri dopo una gara durissima caratterizzata da un clima polare.
Molti si chiedono come facciano i ciclisti a sopportare condizioni tal volta estreme, una giornata passata in bici presi a schiaffi da acqua, vento, gelo e neve.
Commento: "con tutta la roba che i ciclisti hanno in corpo, di sicuro hanno anche l'antigelo..."
Non male come battuta, ci ho fatto sopra una gran bella risata; come sempre però, il binomio ciclisti-doping riappare. Si, no, forse...
Penso che non sia così semplice capire cosa vuol dire soffrire e andare avanti perchè si vuole raggiungere un obiettivo.
Penso che solamente un ciclista possa capire come e perchè un suo simile possa resistere in tali situazioni.
Penso che la bici così come pochi altri attrezzi ha la capacità di metterti davanti a te stesso per farti capire quali sono i tuoi limiti, e di farti vedere che in alcuni casi puoi anche superarli.
E infine penso che sia sempre troppo facile scadere nel pregiudizio: i ciclisti sono tutti bombati; gli albanesi sono tutti dei gran farabutti; le donne sono tutte zoccole, tranne la mamma la moglie la sorella e la figlia; i brasiliani? tutti trans.
E i biker? brutta razza...
think corner 
parole sepolte nella memoria che ogni tanto riaffiorano come spinte in superficie dal loro stesso volume, come immerse in un fluido che cambia la propria densità a seconda del tempo... tanti, tanti anni fa.

















